
La Scuola di formazione teologica “San Pier Damiani” della Chiesa di Faenza-Modigliana, è afferente al Settore Cultura e Arte sacra, all’interno dell’Area “Annuncio e catechesi” di cui condivide gli orientamenti e gli obiettivi specifici.
La Scuola è retta da un Direttore nominato dall’Ordinario diocesano, che garantisce e attua una programmazione delle attività secondo gli orientamenti del Dicastero della Cultura e dell’Educazione, della CEI e del Vescovo diocesano.
La finalità propria della Scuola è introdurre il credente nelle modalità del pensare teologico, al fine di dotarlo degli strumenti sufficienti a instaurare in lui uno spirito critico che è alla base del fare teologia. Lo scopo è dunque quello di creare una mentalità teologale, ossia il retto uso della ragione all’interno della fede, fino alla capacità di leggere e interpretare sapientemente non solo eventi e fatti, ma anche testi e documenti che toccano la vita della fede nella Chiesa.
La Scuola contrasta «il divorzio tra teologia e pastorale, tra fede e vita» incentivando «alla progressiva apertura dello spirito degli alunni verso il mistero di Cristo, il quale compenetra tutta la storia del genere umano e agisce continuamente nella vita della Chiesa» perché lo studio della teologia sia a servizio della pastorale. Attraverso di essa, gli alunni potranno vivere con maggiore consapevolezza l’appartenenza al Regno di Dio e collaborare alla sua edificazione nella Chiesa (cfr. Lumen gentium).
Elementi fondamentali della proposta formativa sono la meditazione e lo studio della Sacra Scrittura, quale «anima di tutta la teologia» (cfr. Dei Verbum); l’assidua e consapevole partecipazione alla sacra Liturgia, quale «prima e necessaria sorgente di vero spirito cristiano» (cfr. Sacrosantum Concilium); lo studio sistematico della Tradizione viva della Chiesa in dialogo con gli uomini del proprio tempo, in ascolto profondo dei loro problemi, delle loro ferite e delle loro istanze ( cfr. Gaudium et spes), in particolare attraverso la Dottrina sociale della Chiesa.
La Scuola si differenzia da un Istituto di Scienze religiose, offrendo un livello di formazione iniziale e di base. Essa introduce al sapere teologico e, pertanto, costituisce un’integrazione o un’introduzione alla formazione teologica proposta dagli Istituti di Scienze religiose o dalle Facoltà teologiche.
La Scuola non rilascia un titolo di studio, ma un attestato diocesano recante l’elenco dei corsi sostenuti e superati con esame scritto o orale.
Il Direttore, secondo le indicazioni del Vescovo, redige il programma delle attività formative e nomina i docenti di ogni corso. Oltre ai corsi istituzionali, la Scuola può promuovere una formazione su tematiche specifiche afferenti ad ogni Settore pastorale.
Il Direttore può avvalersi di una segreteria per aiutarlo nella gestione amministrativa e organizzativa della Scuola. Di norma, vi fa parte il Segretario generale della Diocesi per garantire la relazione con i Settori pastorali e il Direttore della Biblioteca diocesana.
Il Direttore può incontrare la segreteria, i docenti e gli Incaricati dei Settori, in gruppo o singolarmente.
La gestione economica è affidata all’Economo diocesano.
→ Decreto del Vescovo Mario Toso, 9 settembre 2025

